Per il settore fieristico l’anno 2020 ha causato un lungo stop di tutti gli eventi che fino all’anno prima scandivano con vari appuntamenti il calendario annuale e che rappresentavano uno sbocco indispensabile per l’export e per tutti gli attori ed i professionisti coinvolti nel commercio internazionale.

Secondo l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane (AEFI) le perdite generali nel 2020, calcolate sia in base al rinvio degli eventi, nonché sulla mancanza di tutti i proventi generati dall’indotto economico, hanno oltrepassato i 18 miliardi di euro. Una completa ripartenza di tutte le manifestazioni avverrà nel momento in cui si avrà certezza di una disciplina comune, quantomeno a livello comunitario, su viaggi all’estero e spostamenti.

IL RICORSO ALLA DIGITALIZZAZIONE

La mancanza di eventi fieristici ha messo in moto, tuttavia, un tentativo di ricorrere a soluzioni e strumenti alternativi, messi a disposizione dalla tecnologia. L’opportunità della digitalizzazione ha permesso, in taluni casi, di svolgere in modalità virtuale alcuni di queste manifestazioni fieristiche, seppur con le dovute differenze intrinseche al tipo di settore. Il formato virtuale, infatti, risulta essere di più complicata esecuzione quando si tratta del comparto agroalimentare. L’ostacolo più grande deriva proprio dalle caratteristiche dei prodotti che per loro natura non possono essere promossi e/o valutati in formato digitale.

Guardando il futuro prossimo con una dose di ottimismo e auspicando la conclusione dell’emergenza pandemica, seppur in modo incerto e con le dovute differenze a livello geografico, un nuovo modello ibrido potrebbe rappresentare una nuova cornice su cui organizzare i prossimi eventi fieristici.

L’Expo di Dubai, in partenza il prossimo ottobre, aprirà sotto questa veste di manifestazione ibrida: da un alto accoglienza dei visitatori, all’interno di un ambiente sottoposto a severi protocolli anti-covid; dall’altro lato un’esperienza virtuale parallela per permettere la partecipazione a visitatori virtuali in tutto il mondo: durante tutto il corso della manifestazione, infatti, vi saranno spazi digitali dai quali poter seguire l’evento.

Sarà difficile, se non irrealistico, tuttavia, immaginare in un futuro prossimo eventi completamente virtuali. Principalmente per due ragioni: i rapporti interpersonali che si instaurano ad un evento fisico non potranno essere sostituiti dal virtuale; e come detto in precedenza, settori come l’agroalimentare, per la natura propria dei prodotti, non possono essere rappresentati all’interno di una piattaforma online.

Massimiliano NicolosiExport Manager | Bucci srl
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