Guardando al 2021

Il mercato agroalimentare abbraccia il nuovo anno con la forte consapevolezza di poter fare di più per vincere le difficili sfide economiche e commerciali cui gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) saranno costretti a far fronte nel corso del lungo periodo.

D’altronde, l’emergenza sanitaria COVID-19 non ha fatto altro che accelerare un processo evolutivo che già da tempo ormai muoveva passi tardi e lenti. Dagli investimenti in ricerca e sviluppo alla green economy, dalla lotta agli sprechi alimentari alla componente sociale nel marketing aziendale, il “new deal” potrebbe essere una grande opportunità per migliorare l’intero settore e raggiungere standard qualitativi sempre più elevati.

La Responsabilità sociale d'impresa

La corporate social responsibility (CSR) è, nel gergo economico e finanziario, quell’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa. Una visione che sicuramente ha molti punti di contatto con lo “strategic management” di cui parlava Robert Edward Freeman, professore di business administration presso l’Università della Virginia.

Infatti, rifuggendo dall’idea di un mero rispetto delle leggi, la responsabilità sociale d’impresa va intesa come l’autonoma e volontaria sottoposizione a un modello di comportamento anche più rigido delle imposizioni di fonte normativa, attraverso l’adozione di codici etici e di vari standard di produzione.

Mare Aperto: un programma di sostenibilità a 360°

Il nostro partner Mare Aperto è il primo player italiano nel settore delle conserve di tonno a portare avanti un programma di sostenibilità a 360 gradi, nel pieno rispetto dell’ambiente e in accordo ai principi dell’economia circolare. Infatti, l’azienda sfrutta tutto quello che può offrire la materia prima catturata, grazie all’impiego del 100% del tonno lavorato che, se non viene utilizzato nella produzione della conserva ittica, diventa materia prima per altre industrie come quella dell’acquacoltura, dell’alimentazione per animali domestici o per l’industria cosmetica e farmaceutica. Inoltre, l’azienda è certificata in base a rigidi standard come IFS e BRC, due passaporti riconosciuti a livello internazionale per il controllo qualità nella filiera della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), nonché rispettosa degli standard di produzione ISO 9001 e Chain of Custody MSC.

Obiettivo Carbon Neutral

In campo ambientale Mare Aperto è certificata secondo gli standard ISO 14001 e sin dal lontano 1997 è impegnata a produrre energia eolica sostenibile e pulita, riducendo così al minimo l’impatto ambientale delle attività produttive. Questo lungo cammino intrapreso con lucida e cosciente prospettiva imprenditoriale, le ha permesso di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra raggiungendo così l’obiettivo “carbon neutral” ed evitando di emettere nell’atmosfera un valore di CO2 corrispondente a 408.000 tonnellate, equivalente al consumo annuo di circa 140.000 automobili.

Mare Aperto è responsabile al 100 % del proprio pescato e degli acquisti, garantendo che la materia prima provenga solo da fonti di approvvigionamento sostenibile e non da pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata.

A tal fine è membro della International Seafood Sustainability Foundation (ISSF), una coalizione tra l’industria del tonno, la comunità scientifica e il WWF, il cui ruolo è quello di realizzare iniziative, sempre su base scientifica, per rendere sostenibili gli stock di tonno a lungo termine, proteggendo e monitorando gli ecosistemi in cui abitano.

Le fabbriche e le navi per la catena di custodia di Mare Aperto sono certificate Marine Stewardship Council (MSC), responsabile del più prestigioso standard di sostenibilità marina in tutto il mondo. Inoltre, la flotta Mare Aperto è l’unica ad aver ottenuto la certificazione MSC per la cattura di tonno pinna gialla su banchi liberi

È esattamente questo l’ambito di pertinenza della Corporate Social Responsibility aziendale, come viene ufficialmente definita nel 2001 dalla Comunità Europea: «l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate». In un mercato globale il concetto di stakeholder è anch’esso di portata mondiale e non c’è ambito d’impresa oggi che non debba curare la propria reputazione agli occhi dei consumatori.

Soprattutto se i consumatori diventano sempre più consapevoli e sensibili al tema della sostenibilitàeconomica e ambientale, anche nelle proprie scelte al consumo. Guai però a sminuire queste ammirevoli iniziative d’impresa a becere trovate commerciali. Mutuando da Archie B. Carroll si potrebbe parlare a riguardo di responsabilità filantropica: l’impegno a restituire concretamente alla società il valore che si ricava dal business.

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